A bordo delle barche, i compiti erano precisamente assegnati anche per ciò che concerneva cucinare e consumare i pasti. L’informatore, nato negli anni Venti, spiega che, dopo aver allestito la gradina con i pezzi di legna acquistati apposta prima di salpare, si metteva a cuocere il pesce arrosto nella cenere. Gli spiti, ossia ciò che restava dopo la pulizia del pesce (teste, lische, interiora…), finivano invece nel brodetto, che ribolliva nel caldaio e che l’equipaggio consumava, dopo averlo riversato nella grande fiaminga, intingendo il pane raffermo portato da casa. Il mozzo, in quanto membro più giovane sulla barca, aveva il compito di predisporre l’asse di legno su cui veniva consumato il pesce arrosto, grattando via i residui della sua pulitura, e di preparare la mulíca, ossia il pane grattato con cui condire il pesce arrosto prima di cuocerlo; poi condivideva il pasto con gli altri… seduto ovviamente nella parte più scomoda o più lontana dal focolare, a prua.
Per saperne di più:
Cucinare, mangiare e pescare in una barca a vela ai primi del 1900
Brodetto alla fanese
Caldaio o paiolo
Fiamminga di ferro smaltato
Per raggiungere la tappa 9, torna indietro costeggiando il faro, lasciandoti il muro alla tua sinistra. Poi, gira a sinistra verso Viale Nazario Sauro e percorrilo girando a sinistra nuovamente: ti troverai su Viale Adriatico, dove troverai i pecherecci.